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Honorable Mention / People: Documentary
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Venti Secondi
Venti Secondi
Avevo circa dodici anni quando un fotografo professionista, notando la mia curiosità, mi passò la sua macchina fotografica. Era la prima volta che inquadravo un tennista dell’ATP con un obiettivo simile. Non appena misi a fuoco il soggetto, urlai per la sorpresa. Quel volto così distante, fino a poco prima, riempiva ora con una tale intensità l'inquadratura da disorientarmi. Tutto avveniva nell’arco di pochi secondi. Venti.
E’ il tempo massimo che tennisti hanno a disposizione per effettuare il servizio. Venti secondi per uno dei colpi più belli e affascinanti di questo sport, perché il più libero tra quelli possibili, dato che dipende unicamente da loro stessi. Ogni giocatore differisce dall’altro per il modo in cui compie quello che, da gesto fisico, trasmuta nell’astrazione. Ma quel che accomuna tutti i giocatori, è la profondità dello sguardo che sembra incorniciarsi in una dimensione metafisica. E’quella che ancora oggi mi affascina ogni volta che fotografo un incontro di tennis.